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Imu e Tasi per i cittadini residenti all’estero

Pubblicata il: 22.07.2015

Si avvisano i cittadini residenti all’estero che, in sede di conversione del D.L. 47/2014, la Legge 80/2014 ha introdotto  l’art. 9-bis il quale elimina, per l’anno 2014, la possibilità di assimilare le abitazioni possedute dai cittadini italiani non residenti alle prime case, con conseguente esenzione dall’imposta.
Pertanto l’art 11 comma 1 lettera b) del Regolamento IMU approvato  dal Consiglio Comunale di Mondovì con delibera n. 3 del 10/03/2014 e s.m.i (adottato ai sensi il dall’art. 1 comma 707, L. 147/2013)  che  prevede l’assimilazione  all’abitazione principale, ai fini dell’esenzione dall’imposta dell’ “unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia da cittadino italiano non residente nel territorio dello Stato, a condizione che non risulti locata” non può trovare applicazione in virtù della normativa sopravvenuta.
I cittadini italiani  residenti all’estero devono versare l’IMU per l’abitazione posseduta sul territorio comunale applicando l’aliquota stabilita dal Comune per le “seconde case” pari al  9,20 per mille. Ne deriva che la TASI deve essere corrisposta applicando l’aliquota stabilita dal Comune per le “seconde case” pari all’ 1 per mille.
In proposito  si fa rilevare che in caso di versamento eseguito  per l’anno 2014 a titolo di TASI (fondato sull’erroneo presupposto dell’abitazione principale) nella misura del 2,5 per mille anziché 1 per mille, la compensazione verrà effettuata d’ufficio.
Il citato art. 9-bis introdotto dalla L. 80/2014 in sede di conversione del D.L.47/2014, prevede altresì che  “a partire dall’anno 2015   è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso”.
In relazione a quanto sopra ed al fine di ovviare alle difficoltà segnalate dai cittadini italiani residenti all’estero circa il reperimento  presso le competenti amministrazioni estere della  documentazione comprovante lo stato di pensionamento (condizione necessaria per il riconoscimento dell’agevolazione di cui sopra),  è consentita la possibilità di attestare lo stato di pensionamento mediante autocertificazione ai sensi dell’art. 46 del DPR 445/2000.

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