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Mostra: "L'Istria, l'Italia, il mondo. Storia di un esodo: istriani, fiumani, dalmati a Torino"

Pubblicata il: 30.01.2015

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Un evento espositivo presso l'Antico Palazzo di Città, in coincidenza con il Giorno del Ricordo

Dopo la "Giornata della memoria" per le vittime della Shoah, il 10 febbraio in tutta Italia si celebra il "Giorno del ricordo" per non dimenticare gli italiani e le vittime massacrate in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945.
Il Comune di Mondovì ha pertanto inteso commemorare tale ricorrenza, attraverso una mostra, dal titolo "L'Istria, l'Italia, il mondo. Storia di un esodo: istriani, fiumani, dalmati a Torino"; l’esposizione, a cura dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia - Comitato di Torino, è ospitata ad ingresso libero presso l’Antico Palazzo di Città (via Giolitti, 1 - Mondovì Piazza) dal 10 febbraio al 1° marzo; l’orario di apertura dal martedì al venerdì è dalle ore 15 alle 18; il sabato e la domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18 (possibili visite in orari di apertura diversi, previa prenotazione al n. 0174-43003).
Il "Giorno del ricordo" non è solo dedicato alle vittime delle foibe, ma anche alla grande tragedia delle diverse centinaia di migliaia di profughi giuliani costretti all'esodo, a lasciare case e ogni bene per fuggire con ogni mezzo in Italia dove, talvolta, furono malamente accolti. Perché il 10 febbraio? E' una data simbolica che si riferisce al 1947, quando entrò in vigore il trattato di pace con cui le province di Pola, Fiume, Zara, parte delle zone di Gorizia e di Trieste, passarono alla Jugoslavia.
L'esodo di gran parte della popolazione italiana dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, rappresenta uno dei passaggi più travagliati della storia contemporanea italiana. Uno spostamento forzato di persone che, costrette a lasciare la propria terra nativa, si diressero sia verso i territori italiani, dove trovarono una prima ospitalità all’interno dei molti campi profughi sparsi all’interno della penisola, sia verso mete più lontane, come l’Australia o il continente americano. Una traiettoria che toccò in modo significativo anche Torino. Ed è proprio l’analisi della parabola dei profughi istriani, fiumani e dalmati all’interno del contesto torinese che la mostra si propone in particolare di analizzare.
Attraverso l’utilizzo di pannelli espositivi accompagnati da fotografie, reperti originali e con il supporto di un documentario audiovisivo, saranno toccati i temi della partenza dalla terra d’origine, dell’arrivo e dell’accoglienza, della vita nei campi profughi e dell’inserimento nei tessuti cittadini, del lavoro e del tempo libero. Un viaggio che dà voce alla storia di una comunità che, con il tempo, è riuscita ad integrarsi nella realtà sociale ed urbana delle città d’adozione fino a diventarne parte integrante, pur mantenendo vivo il significato delle proprie origini.

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