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Presentazione del libro "Girotondo di donne coraggiose" di Laura Mosso (ed. Araba Fenice, 2016)

Pubblicata il: 03.10.2016

Sei celebri donne attive nel Monregalese protagoniste dell'ultimo libro di Laura Mosso inserito nella collana "La storia al femminile"

Sabato 15 ottobre, alle ore 17,00 presso la Sala comunale delle conferenze "Capitano Luigi Scimè" di Corso Statuto, 11/D si terrà la presentazione dell'ultimo libro di Laura Mosso,  “Girotondo di donne coraggiose” (ed. Araba Fenice, 2016). L'evento è inserito all'interno della rassegna "Sabato pomeriggio alla scoperta di un libro" che la Città di Mondovì offre alla cittadinanza.

Interverranno:
l’autrice Laura Mosso, Rita Beltrutti Cavallo, Piera Caramello Sava, Elisa Facelli.

L'ingresso è libero.

 

Girotondo di donne coraggiose” costituisce il quinto volume della Collana “La Storia al Femminile”, che la saggista Laura Mosso ha ideato nel 2010. Il libro è nato nel lontano 2013 quando l’autrice - di fronte alla fontana dei bimbi gioiosi di piazza Ellero a Mondovì - ha immaginato di vedere in girotondo sei donne, nate o vissute a Mondovì, che si tengono per mano, di epoca e di estrazione sociale diversa, unite dal coraggio e dall’amore per la famiglia, per il prossimo e per la cultura.

A seguire si riportano alcuni cenni sulle sei figure di donna protagoniste del libro di Laura Mosso.

Rosa Govone (1716-1776), una grande donna filantropa ed imprenditrice del Settecento, la fondatrice della Comunità Femminile delle “Rosine” che ancora oggi opera in Torino. Ha dato dignità a tante giovani donne (vedove-nubili-pericolanti-pericolate), ha insegnato loro a vivere dignitosamente con i lavori di tessitura e di ricamo, ha fondato ben 8 Case in Piemonte (1744-Mondovì, 1755-Torino, 1757- Fossano, ott.1757-Savigliano, 1759-Saluzzo, 1764-Novara, 1770- S.Damiano d’Asti, 1771-Chieri) e 1in Sardegna (1772-Iglesias). La sua grande intuizione è stata quella di volere riscattare la condizione femminile attraverso il lavoro e la preghiera, il suo motto: “ Vivrai dell’opera delle tue mani”.

Anna Basso Beltrutti (1902-1995), nata ai Bertolini Soprani, una frazione del Comune di Monastero Vasco, testimone della dura vita delle donne in montagna. Anna si sposa e va a vivere al Villero, una frazione montana di Montaldo. A trentacinque anni e con quattro figli in tenera età rimane vedova e da sola deve provvedere a mantenere i suoi figli. Nel 1944, in piena seconda guerra mondiale, prende la grande decisione: abbandona la montagna, va a vivere in città a Mondovì e mantiene la famiglia lavorando come domestica. La disastrosa previsione dei parenti: “ Anna non andare via dalla tua casa, a Mondovì farai la fame e condannerai i tuoi figli alla povertà”, non si verificherà ed i figli troveranno tutti la loro strada. Si racconta anche dell’acquedotto rurale di S. Anna di Collarea e della sua felice realizzazione.

Tota Zunin (1906-1999), Maddalena Zunino, autodidatta, amante del violino, aprirà un doposcuola per bimbi e bimbe nel rione Breo ed aiuterà molti giovani a proseguire negli studi, a prescindere dal ceto sociale della famiglia di origine. Contemporaneamente, alla sera, lavorerà come cassiera presso il Cinema Corso degli Scarrone.

Maria Ronco Mosso (1911-2008), la bella e generosa madre dell’autrice, è un esempio delle “ragazze del 46”, donne toste e coraggiose- spesso orfane di padre a seguito della prima guerra mondiale- che sono riuscite a sostituirsi ai mariti nelle attività vitali per l’Italia e a mantenere da sole  i figli durante la seconda guerra mondiale, quando gli uomini erano lontani, impegnati a combattere o imprigionati o morti. Si racconta anche dei tantissimi negozi di via Beccaria, la via commerciale di Mondovì del dopoguerra, la via al femminile degli anni 1940-45 quando il commercio era per necessità per lo più esercitato dalle donne.

Adelina Prinotti Barberi (1913-1994), figlia della maestra Cecilia Bovolo, laureata in lettere e in filosofia, docente presso il liceo Beccaria e poi presso la Scuola Media Gallo di Mondovì, preside, commediografa, sempre protagonista nelle iniziative culturali della sua Città. E’ stata l’ideatrice del “Pensatoio” a Campanile Sera, la fortunata trasmissione televisiva, che nel novembre 1959 ha visto come vincitrice la Cittadina di Mondovì, idealmente capitale morale d’Italia per quattro settimane. E’ l’autrice delle parole dell’Inno della Famija Monregaleisa. Ha scritto riviste musicali di successo “Cotesta età fiorita”, “Ma…si può?”, “ Mondovì anno duemila”, “ Campanile…c’era”.  E’ medaglia d’argento  del Ministero della Pubblica Istruzione, conferitole nel 1978.

Elisa Facelli, medico anestesista vivente, è una donna moderna e acculturata, che pensa sia giusto occuparsi degli altri. Figlia del pediatra Bonifacio, il primo primario del Reparto di Pediatra dell’Ospedale di Mondovì, ha svolto- a partire dal 1993- la sua preziosa ed umanitaria opera come medico volontaria in Africa, prima nel Burundi e poi nello Zambia. Dal 2000 e fino all’inizio del 2015 ha lavorato a Chirundu e per dieci anni è stata Direttore Sanitario del “Mtendere Mission Hospital”, un Ospedale Missionario gestito dalle Suore di Maria Bambina, sostenuto economicamente dalla Diocesi di Milano. Si è impegnata in particolare a combattere l’emergenza Aids e la malaria. Attualmente lavora per l’Associazione “Camminare insieme” presso la struttura del Cottolengo di Torino e collabora con la CRI di Mondovì. Le sono state assegnati il Premio Internazionale Guglielmo Zucconi nel 2003 (destinato ad italiani che operano nei paesi più poveri a favore delle nuove generazioni) e il Premio CUORE AMICO nel 2008 (assegnato a sacerdoti, suore, laici che si distinguono per la preziosa opera compiuta nei Paesi poveri del sud del mondo).

 

 

 

 

 

File Allegati
PDF Invito Mosso
PDF Locandina Mosso

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