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VEICOLI CON TARGA ESTERA: NUOVE NORME

Pubblicata il: 29.12.2018

Dal 4 dicembre il divieto di circolazione per i veicoli immatricolati all’estero è esteso alle persone giuridiche che abbiano stabilito una sede in Italia: tutte le info e le sanzioni.

In data 4 dicembre 2018 è entrata in vigore la modifica agli artt. 93 e 132 del Codice della Strada che impone il divieto per chi risiede in Italia da oltre 60 giorni (a partire dal 04/12/18) di circolare sul territorio nazionale con veicoli muniti di targa estera.

L’obiettivo del provvedimento è quello di limitare il fenomeno della cosiddetta “esterovestizione” e ostacolare coloro che con l’espediente della targa estera eludono il fisco, non pagano il bollo né l’assicurazione e nemmeno eventuali sanzioni.

Sino al 4 dicembre a chi risiede in Italia veniva data la possibilità di circolare su un’auto con targa straniera per un periodo non superiore a 12 mesi. Superato l’anno l’automobilista aveva l’obbligo di reimmatricolare il veicolo nel nostro Paese, pena una lieve sanzione pecuniaria, nel caso in cui fosse fermato per tre volte nell’arco di sei mesi.

Con la nuova norma ciò non è più possibile.

Il divieto di circolazione per i veicoli immatricolati all’estero e in disponibilità di soggetti che abbiano stabilito la propria residenza in Italia da più di 60 giorni è rivolto non solo alle persone fisiche residenti in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità, ma anche alle persone giuridiche che abbiano stabilito una propria sede in Italia, ancorché costituite all’estero. Inoltre, il divieto di circolazione riguarda qualsiasi veicolo immatricolato all’estero, vale a dire in un altro Paese UE o SEE o in uno Stato extra UE.

 

In ossequio ai principi comunitari in materia di libera circolazione dei lavoratori e di libera prestazione dei servizi sono esclusi da tale divieto esclusivamente:

-          i veicoli in disponibilità di soggetti residenti in Italia in forza di un contratto di leasing o di noleggio senza conducente stipulato in un altro paese che non ha sedi in Italia;

-          i veicoli intestati ad un’impresa costituita in un altro Stato UE o SEE, che non ha sedi in Italia, e da questa ceduti in comodato ad un soggetto residente in Italia con il quale l’impresa stessa intrattiene un rapporto di lavoro o collaborazione.

 

Occorre sottolineare che della violazione alle norme sopra descritte risponde non solo il proprietario con sede in altro Stato UE, ma pure il soggetto che a qualunque titolo ha la disponibilità del veicolo.

I conducenti di tali veicoli (dipendenti, collaboratori) dovranno essere muniti di un documento avente data certa e redatto in una delle lingue della Comunità Europea, che attesti la durata della disponibilità del veicolo e i dati completi del soggetto abilitato alla guida, nonché natura e durata del rapporto di lavoro.

SANZIONI

 

Per i trasgressori è previsto il ritiro del documento di circolazione, con il pagamento di una sanzione amministrativa di € 712 (ridotta a €498,40 se pagata entro 5 giorni).

La regolarizzazione dovrà avvenire entro 180 giorni, tempo nel quale il veicolo sarà tenuto in deposito. Scaduto il termine di 6 mesi senza reimmatricolazione o richiesta del foglio di via per l’estero scatterà la confisca del veicolo.

 

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