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A Mondovì tre pietre d’inciampo dedicate ai fratelli Levi per non dimenticare

Pubblicata il: 28.01.2018

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L’installazione nel Giorno della Memoria costituisce atto conclusivo della ricostruzione di una storia familiare realizzata da studenti e docenti della Scuola Media “Cordero”, in collaborazione con il Comune

La posa delle tre pietre d’inciampo dedicate ai fratelli Pia, Aldo e Beniamina Levi, nati a Mondovì nel rione di Breo e morti ad Auschwitz, è stata momento culminante delle celebrazioni indette dalla Città di Mondovì, in occasione del Giorno della Memoria. Ma anche atto conclusivo di un’operazione congiunta, dedicata alla ricostruzione di una porzione della storia monregalese: quella della famiglia Levi, riportata alla luce grazie all’iniziativa della Scuola Media “Emilia Cordero di Montezemolo” e concretizzata dal lavoro congiunto di studenti e uffici comunali. Un impegno avviato il 6 settembre scorso con la proposta della scuola, rappresentata, durante la cerimonia, dalla dirigente didattica Vilma Peirone e dall’insegnante Rosa Giacchino. Alla voce degli studenti è stata affidata l’illustrazione delle vicende delle vittime.

Come ha spiegato il sindaco, Paolo Adriano: “I nomi dei tre fratelli sono incisi su altrettante lastre d’ottone collocate in via Sant’Agostino, in quel centro storico che, in pochi metri, concentrava il negozio e l’abitazione di famiglia. Una quotidianità normale, brutalmente interrotta dalla  storia ed oggi, finalmente, testimoniata. Le pietre con i nomi delle vittime rappresentano così un ostacolo simbolico, un inciampo – del cuore, più che dei passi - per ricordare il passato. L’iniziativa appartiene ad altri giovani: gli allievi della Scuola Media Emilia Cordero di Montezemolo che, con l’aiuto degli insegnanti, hanno effettuato ricerche e ripercorso la breve esistenza dei tre fratelli, riannodando il legame con la storia della nostra città”.

“Auspichiamo – aggiunge l’assessore all’Istruzione, Luca Robaldo - che quello di oggi rappresenti il primo passo di un percorso, finalizzato alla ricostruzione della memoria condivisa di vicende dolorose per l’intera comunità. L’impegno delle scuole cittadine aggiunge ulteriore significato alla giornata ed è prova tangibile dell’efficacia del quotidiano lavoro didattico svolto nelle aule, finalizzato alla formazione di nuove generazioni di cittadini consapevoli e responsabili, mediante la trasmissione della salvaguardia e della comprensione della storia.”

Gli studenti hanno, infatti, provveduto ad un’accurata ricerca storica sui componenti della famiglia Levi e sulla breve esistenza di Aldo, Pia e Beniamina. Il Comune (con il coinvolgimento degli Uffici Cultura ed Anagrafe) ha offerto supporto per l’individuazione dei dati anagrafici, dei luoghi di residenza e dell’attività commerciale dei Levi. Purtroppo il riassetto della numerazione e della toponomastica cittadina, risalente al secolo scorso, rende impossibile individuare l’esatta ubicazione del civico 35, rispondente alla casa natale dei tre fratelli. Numerosi riscontri sui settimanali dell’epoca e sulla monografia “Mondovì com’era” di Albino Morandini, Renzo Bertone ed Ernesto Billò collocano, però, il negozio di tessuti gestito dal capofamiglia, Isacco Levi, all’interno del palazzo cinquecentesco dei Gazzani, in via Sant’Agostino. L’informazione viene confermata anche dalle testimonianze di residenti nel quartiere. Dalle notizie così reperite origina la scelta del posizionamento delle pietre nei pressi dell’ex chiesa di Santo Stefano: una collocazione il più possibile rispondente ai luoghi di vita delle vittime ed in grado di attestarne in modo evidente la memoria storica.

Alla cerimonia hanno presenziato anche i discendenti della famiglia Levi, la nipote Lia con il figlio Antonio Brunetti. La Giornata è poi proseguita con le tradizionali celebrazioni: alle deposizioni delle corone commemorative presso la Stele all’esterno del Cimitero urbano ed al Monumento “Morti per la Libertà” sullo Scalone dell’Altipiano, è seguita la cerimonia al Monumento alla Shoah presso la Scuola Media “Anna Frank”, dove si è svolta la rappresentazione intitolata “Una corrispondenza tra i ragazzi di ieri ed i ragazzi di oggi. La vicenda del campo di concentramento di Theresienstadt”, realizzata dagli alunni della Scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo Mondovì 1. La mattinata si è conclusa al Teatro Baretti con la riflessione a cura degli studenti dei Licei cittadini “Vasco – Beccaria – Govone” su “Il Canto della Memoria”.

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