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RICONOSCIMENTO CITTADINANZA IURE SANGUINIS

Data di revisione: 23.05.2018

Descrizione del Procedimento e riferimenti normativi utili

L'art. 1 della legge n. 91/92 stabilisce che è cittadino per nascita il figlio di padre o madre cittadini, confermando così, quale principio cardine per l'acquisto della cittadinanza italiana, quello dello “ius sanguinis”.

Il riconoscimento della cittadinanza italiana cd. “iure sanguinis” ovvero attraverso la linea di sangue riguarda coloro che, stranieri, nati anche all’estero, sono discendenti da avo italiano.

Le   condizioni   richieste   per   tale  riconoscimento  si  basano  perciò,  da  un lato, sulla dimostrazione della discendenza  dal  soggetto  originariamente   investito dello  status  di cittadino  (l'avo emigrato) e,  dall'altro, sulla  prova  dell'assenza di  interruzioni  nella trasmissione della  cittadinanza  (mancata naturalizzazione straniera   dell'avo dante causa prima della  nascita  del  figlio,  assenza  di  dichiarazioni  di  rinuncia alla cittadinanza  italiana  da  parte  degli  ulteriori  discendenti  prima   della   nascita  della   successiva  generazione,  a  dimostrazione  che  la catena  di trasmissioni della cittadinanza non sia stata interrotta).

Inoltre, è necessario precisare che:

- l’avo emigrato deve essere nato in Italia e risultare ancora in vita alla data del 17/03/1861 (data di proclamazione del Regno d’Italia);

- nell’ipotesi di riconoscimento della cittadinanza italiana per derivazione materna, si distinguono i seguenti casi:

1) donna italiana coniugata prima del 1° gennaio 1948: la donna ha perso la cittadinanza italiana che, tuttavia, può riacquistare rendendo all’uopo un’apposita dichiarazione. Trattandosi di un riacquisto della cittadinanza, che decorrerà dal giorno successivo alla dichiarazione, la donna ha subito un’interruzione del proprio status civitatis italiano e, pertanto, non avrà potuto trasmettere, durante il periodo di non possesso, la cittadinanza italiana ai suoi discendenti;

2) donna italiana coniugata dopo il 1° gennaio 1948: la donna ha perso la cittadinanza italiana che, tuttavia, può riacquistare con una mera manifestazione di volontà espressa dalla stessa o dai suoi discendenti in linea retta. A seguito di tale dichiarazione, che potrà essere resa anche in forma verbale, le verrà riconosciuto il possesso ininterrotto della cittadinanza italiana.

L'autorità competente ad effettuare l'accertamento dei requisiti necessari per il riconoscimento della cittadinanza cd. “iure sanguinis” è determinata dal luogo di residenza: precisamente, per i residenti all'estero la competenza spetta all'autorità consolare italiana nella cui giurisdizione risiede l’interessato; per i residenti in Italia è invece attribuita al Sindaco del Comune ove è stata stabilita la residenza.

Riferimenti normativi utili

Legge 5 febbraio 1992, n.91 “Nuove norme sulla cittadinanza”

Circolare Ministero dell’Interno - Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione - n. K.28.1 dell’8 aprile 1991.



Unità Organizzativa responsabile dell'Istruttoria

Servizio Autonomo Servizi al Cittadino e alle Imprese

Responsabile del procedimento

Responsabile del procedimento è l’ufficiale dello stato civile di volta in volta assegnatario della pratica.

E-mail: info@comune.mondovi.cn.it - PEC: comune.mondovi@postecert.it

Tel.: 0174/559913 - 233 – Fax: 0174/559232

Modalità di avvio, modulistica e allegati

Il soggetto competente all’accertamento dei requisiti necessari per il riconoscimento della cittadinanza cd. “iure sanguinis” è l’ufficiale di stato civile del comune ove l’interessato risulta residente.

Acquisita la residenza anagrafica nel Comune di Mondovì, si può avviare il procedimento mediante presentazione  all’ufficiale dello stato civile del modulo M-SC012, reperibile anche presso l’Ufficio di Stato Civile – Sportello Unico Polivalente  – C.so Statuto 15 – 12084 Mondovì (CN), debitamente compilato e sottoscritto.

Documenti necessari:

- estratto dell’atto di nascita dell’avo italiano emigrato all’estero rilasciato dal comune italiano di nascita;

- atti di nascita di tutti i suoi discendenti in linea retta, compreso quello del richiedente;

- atto di matrimonio dell’avo italiano emigrato all’estero;

- atti di matrimonio dei suoi discendenti, in linea retta, compreso quello dei genitori del richiedente;

- certificato rilasciato dalle competenti autorità dello stato estero di emigrazione attestante che l’avo italiano non acquistò la cittadinanza dello stato estero di emigrazione anteriormente alla nascita dell’ascendente dell’interessato;

- certificato rilasciato dalla competente autorità consolare italiana attestante che né gli ascendenti in linea retta, né il richiedente abbiano mai rinunciato alla cittadinanza italiana.

Si precisa che la documentazione rilasciata dalle autorità straniere dovrà essere munita di traduzione ufficiale in lingua italiana e legalizzata dalle competenti autorità, fatte salve eventuali esenzioni previste da Convenzioni o accordi internazionali.

Modalità per ottenere informazioni sul procedimento in corso da parte dell'interessato

Richiesta telefonica o tramite e-mail al responsabile del procedimento.

Termini di conclusione del procedimento

Il procedimento si conclude nel termine di 6 mesi dalla presentazione dell’istanza, fatta salva la possibilità di sospensione del termine per l’acquisizione della documentazione necessaria.

Strumenti di tutela amministrativa e giurisdizionale

In caso di silenzio dell’amministrazione, l’interessato può rivolgersi al soggetto cui è attribuito il potere sostitutivo (vedi oltre) ovvero agire in via giurisdizionale chiedendo l’accertamento dell’obbligo di provvedere, ai sensi dell’art. 31 del codice del processo amministrativo; l’azione può essere proposta fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento.

Servizio on Line

Non vi sono al momento servizi on line legati a questo procedimento

Oneri e pagamenti, modalità di effettuazione

Il procedimento prevede, ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 (Allegato A – Tariffa), l’applicazione di una marca da bollo del valore di euro 16,00 da apporre sull’istanza (art. 3).

Soggetto a cui è attribuito il potere sostitutivo in caso di inerzia

Nel caso di mancata conclusione del procedimento, l’interessato può rivolgersi al Responsabile del Servizio Autonomo Servizi al Cittadino e alle Imprese perché concluda il procedimento attraverso la struttura competente.