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SCIA SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE

Data di revisione: 31.03.2014

Descrizione del Procedimento e riferimenti normativi utili

Sono soggette a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) da presentare al Comune competente per territorio le seguenti vicende degli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande:

  • nuova apertura
  • trasferimento di sede
  • subingresso per trasferimento della proprietà o della gestione dell’azienda/ramo aziendale;
  • variazioni di superficie di somministrazione (aumento/riduzione).

La SCIA deve essere presentata anche nel caso di avvio di una nuova attività di somministrazione di alimenti e bevande effettuata:

a) negli esercizi in cui la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è effettuata congiuntamente ad attività di intrattenimento e svago, quando quest'ultima attività è prevalente rispetto a quella della somministrazione. L'attività di intrattenimento e svago si intende prevalente nei casi in cui la superficie utilizzata per il suo svolgimento è pari almeno ai tre quarti della superficie complessiva a disposizione, esclusi i magazzini, i depositi, gli uffici e i servizi, e la somministrazione di alimenti e bevande è effettuata esclusivamente nei confronti di chi usufruisce a pagamento dell'attività di intrattenimento e svago. Non costituisce attività di intrattenimento, svago e spettacolo la semplice musica di accompagnamento e compagnia;
b) negli esercizi situati all'interno delle aree di servizio delle autostrade e strade extraurbane principali, sui mezzi di trasporto pubblico e all'interno delle stazioni dei mezzi di trasporto pubblico;
c) negli esercizi posti nell'ambito degli impianti stradali di distribuzione carburanti, purché l'attività sia funzionalmente e logisticamente svolta in connessione con l'attività di distribuzione carburanti;
d) al domicilio del consumatore;
e) nelle mense aziendali a favore dei lavoratori dell'azienda;
f) in scuole, ospedali, comunità religiose, stabilimenti delle forze dell'ordine, caserme, strutture d'accoglienza per immigrati e rifugiati ed altre strutture similari di accoglienza o sostegno, case di cura, case di riposo, asili infantili;
g) all'interno di sale cinematografiche, musei, teatri, sale da concerto, complessi sportivi e simili, limitatamente ai fruitori delle attività stesse;
h) negli esercizi situati in immobili aventi caratteristiche turistico-ricettive, di proprietà di enti pubblici, utilizzati ai fini della valorizzazione del patrimonio enogastronomico, culturale e turistico locale. La gestione di tali esercizi è affidata direttamente dall'ente proprietario dell'immobile nel rispetto dei requisiti professionali e morali previsti dalla normativa vigente.

L'esercizio dell'attività è subordinato al rispetto delle disposizioni statali e regionali in materia di somministrazione di alimenti e bevande.

I locali devono essere conformi alle disposizioni di cui al D.M. 564/92 (sorvegliabilità dei locali), a quelle di pubblica sicurezza di cui al Regolamento di esecuzione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza ed alle norme in materia di prevenzione incendi e rispondere alle vigenti norme e disposizioni igienico-sanitarie.

Nei casi di nuova apertura, trasferimento di sede e ampliamento della superficie di somministrazione occorre rispettare le disposizioni di cui agli artt. 6 (vocazione urbanistica del territorio comunale), 7 (individuazione dei beni culturali, ambientali e paesaggistici), 8 (fabbisogno dei parcheggi e standard relativi agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande), 9 (regolamentazione delle aree di sosta e verifiche di impatto sulla viabilità), 10 (regolamentazione degli aspetti territoriali, ambientali, paesaggistici e progettuali), 11 (prescrizioni particolari) della Deliberazione della Giunta Regionale 8 febbraio 2010, n. 85- 13268 e s.m.i.

Il trasferimento di sede non è soggetto alle disposizioni riguardanti il fabbisogno di parcheggi, le aree di sosta, l’impatto sulla viabilità a condizione che la superficie di somministrazione non subisca variazioni in aumento rispetto a quella autorizzata.

D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 «Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno» e s.m.i.

D.P.R. 7 settembre 2010, n.160 «Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina dello sportello unico per le attività produttive»

L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 19

D.M. 17 dicembre 1992, n. 564 «Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande»

Legge Regionale 29 dicembre 2006, n. 38 recante «Disciplina dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande»

D.G.R. 8 febbraio 2010, n. 85-13268 recante «Indirizzi per la predisposizione, da parte dei comuni, dei criteri per l’insediamento delle attività. Prima applicazione.»

D.G.R. 1 marzo 2010, n. 43-13437 recante «Indirizzi per la predisposizione, da parte dei comuni, dei criteri per l’insediamento delle attività. Prima applicazione. Rettifica di errore materiale delle tabelle di calcolo del fabbisogno dei posti parcheggio di cui al c. 3 dell’art. 8 dell’All. A della D.G.R. n. 85-13268 dell’8 febbraio 2010»

Nota Regione Piemonte prot. 9369/DB1701 del 13/12/2010 recante indicazioni interpretative della D.G.R. 85-13268/2010 e s.m.i.

Criteri per l’insediamento delle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, approvati con Deliberazione del Consiglio comunale n. 5 del 16/1/2012.

Deliberazione della Giunta Comunale n. 111 del 12/6/2014, recante «D.G.R. 8 febbraio 2010, n. 85-13268 Indirizzi generali e criteri regionali per l'insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande - art. 8 - monetizzazione del fabbisogno di posti a parcheggio per gli esercizi ubicati negli addensamenti e nelle localizzazioni commerciali urbane – Provvedimenti»

Unità Organizzativa responsabile dell'Istruttoria

Servizio Autonomo Servizi al Cittadino e alle Imprese

Responsabile del procedimento

Istruttore direttivo Grossardi Danila

E-mail: danila.grossardi@comune.mondovi.cn.it

Tet. 0174/559911 - fax 0174/559951

Modalità di avvio, modulistica e allegati

La SCIA deve essere presentata esclusivamente per via telematica tramite il portale dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), utilizzando i modelli reperibili nella sezione "Pratiche SUAP" - sottosezione "Modulistica" - somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

Occorre anche provvedere contestualmente alla presentazione della notifica igienico-sanitaria di inizio o variazione dell’attività, ai sensi dell’art. 6 Reg. CE 852/2004.

In via alternativa e residuale, laddove il portale SUAP fosse temporaneamente non funzionante o non accessibile, è consentita la presentazione a mezzo PEC all'indirizzo comune.mondovi@postecert.it utilizzando il modello M-AE026.

In caso di nuova apertura, trasferimento di sede o ampliamento della superficie di somministrazione, la SCIA deve essere corredata dalla documentazione elencata nell’Allegato 1 (ai sensi dell’art. 10
dell’Allegato alla D.G.R. 8 febbraio 2010, n. 85-13268 e s.m.i.), anch’essa da trasmettere per via telematica
tramite il portale SUAP.
La documentazione indicata nell’Allegato 1 ai punti 1) e 2) rappresenta condizione di ricevibilità della SCIA, salvo che la stessa non sia già stata acquisita agli atti del Comune di Mondovì in sede di
procedimento edilizio concernente il locale destinato allo svolgimento dell’attività di somministrazione.

Modalità per ottenere informazioni sul procedimento in corso da parte dell'interessato

Attraverso il portale SUAP, sezione “Consultazione on line”

Richiesta tramite e-mail al responsabile del procedimento

Termini di conclusione del procedimento

L’attività può essere iniziata immediatamente, una volta presentata la SCIA al SUAP, ai sensi dell’art. 19 comma 2 della L. 241/1990.

In caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti normativi per l’avvio dell’attività, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione il Comune adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.

Decorso il predetto termine, all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.

È fatto salvo il potere dell’amministrazione di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della L. 241/1990.

Strumenti di tutela amministrativa e giurisdizionale

In caso di esito positivo dei controlli circa la sussistenza dei requisiti e dei presupposti normativi, alla SCIA non fa seguito alcun provvedimento o atto da parte dell’Amministrazione.

Contro l’eventuale provvedimento di adeguamento dell’attività alla normativa vigente o di divieto di prosecuzione della stessa è possibile esperire, alternativamente:

- ricorso amministrativo straordinario innanzi al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni dalla data di notificazione o di piena conoscenza del provvedimento, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199;

- ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, entro 60 giorni dalla data di notificazione o di piena conoscenza del provvedimento, ai sensi delle disposizioni del codice del processo amministrativo (cpa), di cui al D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 e s.m.i.

Servizio on Line

Sportello Unico per le Attività Produttive

Oneri e pagamenti, modalità di effettuazione

Nel caso di nuova apertura, trasferimento di sede o ampliamento della superficie di un'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande ubicata in un addensamento commerciale (A1, A3, A4) o in una localizzazione commerciale urbana (L1), è ammessa la monetizzazione del fabbisogno di posti a parcheggio, alle condizioni specificate dall’art. 7 comma 14 dei Criteri comunali.

Le tariffe di monetizzazione (costo unitario in €/mq., da moltiplicare per 26 mq. per ciascun parcheggio derivante dal calcolo del fabbisogno) sono recate dal provvedimento della Giunta comunale sopra richiamato ed il relativo ammontare deve essere corrisposto contestualmente alla presentazione della SCIA al SUAP.