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SCIA AGENZIA DI AFFARI

Data di revisione: 28.01.2014

Descrizione del Procedimento e riferimenti normativi utili

L'apertura di un'agenzia di affari è subordinata alla previa comunicazione al Comune competente per territorio.

Sotto la denominazione di «agenzie pubbliche o uffici pubblici di affari» si comprendono le imprese, comunque organizzate, che si offrono come intermediarie nell'assunzione o trattazione di affari altrui, prestando la propria opera a chiunque ne faccia richiesta.

A titolo esemplificativo rientrano in tale definizione le seguenti fattispecie: agenzia per organizzazione di congressi, riunioni, feste; agenzia per la compravendita di autoveicoli e motoveicoli usati a mezzo mandato o procura a vendere; agenzia per la compravendita - esposizione di cose usate od oggetti d’arte o di antiquariato su mandato di terzi; agenzia per il disbrigo di pratiche amministrative inerenti il rilascio di documenti o certificazioni; agenzia di pubblicità.

Ai sensi dell'art. 163 comma 2 lettera d) del D.Lgs. 112/1998 le attività di recupero crediti, pubblici incanti, agenzie matrimoniali e di pubbliche relazioni necessitano della comunicazione al Questore competente per territorio.

Gli esercenti le pubbliche agenzie sono obbligati a tenere un registro giornale degli affari e la tabella delle operazioni riportante le relative tariffe, permanentemente affissa nei locali dell'agenzia in modo visibile.

Gli esercenti non possono fare operazioni diverse da quelle indicate nella tabella predetta, ricevere compensi maggiori di quelli indicati nelle tariffe nè compiere operazioni o accettare commissioni da persone non munite della carta di identità o di altro valido documento di riconoscimento.

Il registro deve indicare, di seguito e senza spazi in bianco, il nome e cognome e domicilio del committente, la data e la natura della commissione, il premio pattuito, esatto o dovuto e l'esito della operazione. Il registro deve essere conservato dall'esercente per un quinquennio a disposizione dell'autorità di pubblica sicurezza.

D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 «Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno» e s.m.i.

L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 19

D.P.R. 7 settembre 2010, n.160 «Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina dello sportello unico per le attività produttive»

Artt. 115 e 120 R.D. 18 giugno 1931, n. 773, Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

R.D. 6 maggio 1940, n. 635, Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

Unità Organizzativa responsabile dell'Istruttoria

Servizio Autonomo Servizi al Cittadino e alle Imprese

Responsabile del procedimento

Istruttore direttivo Grossardi Danila

E-mail danila.grossardi@comune.mondovi.cn.it

Tel. 0174/559911 – fax 0174/559951

Modalità di avvio, modulistica e allegati

La SCIA deve essere presentata esclusivamente per via telematica tramite il portale dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), utilizzando il modello elettronico n.0052 "Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) - Agenzia d’Affari", reperibile nella sezione "Pratiche SUAP" - sottosezione "Modulistica" - Polizia Amministrativa e pubblica sicurezza.

Modalità per ottenere informazioni sul procedimento in corso da parte dell'interessato

Attraverso il portale SUAP, sezione “Consultazione on line”

Richiesta tramite e-mail al responsabile del procedimento

Termini di conclusione del procedimento

L’attività può essere iniziata immediatamente, una volta presentata la SCIA al SUAP, ai sensi dell’art. 19 comma 2 della L. 241/1990.

In caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti normativi per l’avvio dell’attività, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione il Comune adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.

Decorso il predetto termine, all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.

È fatto salvo il potere dell’amministrazione di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della L. 241/1990.

Strumenti di tutela amministrativa e giurisdizionale

In caso di esito positivo dei controlli circa la sussistenza dei requisiti e dei presupposti normativi, alla SCIA non fa seguito alcun provvedimento o atto da parte dell’Amministrazione.

Contro l’eventuale provvedimento di adeguamento dell’attività alla normativa vigente o di divieto di prosecuzione della stessa è possibile esperire, alternativamente:

- ricorso amministrativo straordinario innanzi al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni dalla data di notificazione o di piena conoscenza del provvedimento, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199;

- ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, entro 60 giorni dalla data di notificazione o di piena conoscenza del provvedimento, ai sensi delle disposizioni del codice del processo amministrativo (cpa), di cui al D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 e s.m.i.

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