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SCIA COMMERCIO COSE ANTICHE E USATE

Data di revisione: 28.01.2014

Descrizione del Procedimento e riferimenti normativi utili

L'apertura di attività di commercio di cose antiche e usate non caratterizzate da valore esiguo, il trasferimento di sede, il subingresso per trasferimento della proprietà o della gestione dell’azienda/ramo aziendale, sono soggetti a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) da presentare al Comune competente per territorio.

Nella SCIA occorre indicare:
- la modalità con cui avviene l'attività di commercio: al dettaglio, all'ingrosso, elettronico, al domicilio del consumatore;
- la descrizione delle cose oggetto di vendita;
- se si tratta di oggetti aventi valore storico o artistico;
- se si tratta di cose antiche, di pregio o preziose.

Nel caso di attività di commercio di oggetti aventi valore storico o artistico, l'esercente dovrà dichiarare di rispettare le prescrizioni del D.M. 15 maggio 2009, n. 95, recante indirizzi, criteri e modalità per l'annotazione nel registro di cui all'articolo 128 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza delle operazioni commerciali aventi ad oggetto le cose rientranti nelle categorie indicate alla lettera A dell'allegato A al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche.

Gli esercenti non possono compiere operazioni su cose antiche o usate se non con le persone provviste della carta d'identità o di altro valido documento di riconoscimento.

Essi devono tenere un registro delle operazioni che compiono giornalmente, in cui indicare, di seguito e senza spazi in bianco, il nome, cognome e domicilio dei venditori e dei compratori, la data dell'operazione, la specie della merce comprata o venduta ed il prezzo pattuito.

Tale registro deve essere esibito agli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza, ad ogni loro richiesta.

D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 «Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno» e s.m.i.

L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 19

D.P.R. 7 settembre 2010, n.160 «Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina dello sportello unico per le attività produttive»

Artt. 126 e 128 R.D. 18 giugno 1931, n. 773, Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

R.D. 6 maggio 1940, n. 635, Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

D.M. 15 maggio 2009, n. 95 «Regolamento recante indirizzi, criteri e modalita' per l'annotazione nel registro di cui all'articolo 128 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza delle operazioni commerciali aventi ad oggetto le cose rientranti nelle categorie indicate alla lettera A dell'allegato A al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche»

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137»

Unità Organizzativa responsabile dell'Istruttoria

Servizio Autonomo Servizi al Cittadino e alle Imprese

Responsabile del procedimento

Istruttore direttivo Grossardi Danila

E-mail: danila.grossardi@comune.mondovi.cn.it

Tet. 0174/559911 - fax 0174/559951

Modalità di avvio, modulistica e allegati

La SCIA deve essere presentata esclusivamente per via telematica tramite il portale dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), utilizzando il modello elettronico n.0013 "Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) - Commercio di cose usate (oggetti d’arte, cose antiche di pregio o preziose)", reperibile nella nella sezione "Pratiche SUAP" - sottosezione "Modulistica" - Polizia Amministrativa e pubblica sicurezza.

Modalità per ottenere informazioni sul procedimento in corso da parte dell'interessato

Attraverso il portale SUAP, sezione “Consultazione on line”

Richiesta tramite e-mail al responsabile del procedimento

Termini di conclusione del procedimento

L’attività può essere iniziata immediatamente, una volta presentata la SCIA al SUAP, ai sensi dell’art. 19 comma 2 della L. 241/1990.

In caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti normativi per l’avvio dell’attività, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione il Comune adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.

Decorso il predetto termine, all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.

È fatto salvo il potere dell’amministrazione di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della L. 241/1990.

Strumenti di tutela amministrativa e giurisdizionale

In caso di esito positivo dei controlli circa la sussistenza dei requisiti e dei presupposti normativi, alla SCIA non fa seguito alcun provvedimento o atto da parte dell’Amministrazione.

Contro l’eventuale provvedimento di adeguamento dell’attività alla normativa vigente o di divieto di prosecuzione della stessa è possibile esperire, alternativamente:

- ricorso amministrativo straordinario innanzi al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni dalla data di notificazione o di piena conoscenza del provvedimento, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199;

- ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, entro 60 giorni dalla data di notificazione o di piena conoscenza del provvedimento, ai sensi delle disposizioni del codice del processo amministrativo (cpa), di cui al D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 e s.m.i.

Servizio on Line

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