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Museo Civico della Stampa

Il 24 ottobre 1472, per opera del tipografo Antonio di Mattia di Anversa e con l’apporto economico del facoltoso Baldassarre Cordero, fu edito a Mondovì il primo libro stampato in Piemonte, il De Institutiones Confessorum di S. Antonino, Vescovo di Firenze. Erano trascorsi soltanto sedici anni da quando Johann Gutenberg di Magonza inventò la stampa a caratteri mobili e pubblicò il primo libro moderno, la Bibbia delle 42 linee. Mondovì era all’epoca una delle più importanti città del ducato di Savoia; la richiesta di cultura del suo vivace ambiente intellettuale, l’intraprendenza del ceto mercantile, le possibilità offerte dall’industria cartaria, contribuirono all’affermazione della nuova tecnica. Fu l’avvio di una lunga tradizione che vide emergere, dopo Antonio di Mattia, le famiglie dei Vivalda (1476-1495) e dei Berruerio (1508-1521). A queste si devono, tra le altre, le edizioni illustrate de l’Esopo moralisatus, del Libellus de natura animalium e e Lo Judicio de la fine del mondo, pubblicati tra il 1476 ed il 1510, che sono una specificità della tipografia monregalese e costituiscono il suo innegabile primato nella diffusione del libro popolare illustrato.

Nel Cinquecento essa si alimentò della presenza dell’Università, voluta dal duca Emanuele Filiberto, in funzione della quale egli chiamò a Mondovì il tipografo del duca Cosimo de’ Medici, Lorenzo Torrentino. Fra le sue prestigiose pubblicazioni, tutte in qualche modo legate all’ambiente scolastico, spicca l’Architettura di Leon Battista Alberti. Al Torrentino seguirono Niccolò Carpi, anch’esso fiorentino, e Giovanni Vincenzo Cavalleri, che nel 1598 pubblicò gli Iura Civitatis Montis Regalis, la raccolta dei privilegi della città. Nel 1600, con Enrietto, avviò la propria attività la famiglia Rossi, attiva fino all’Ottocento tra Mondovì e Cuneo. Accanto a questa troviamo i Gislandi (1615-1699), poi i Veglia (1692-1719) e Nicola Amedeo Cigliero (1719-1732).

L’attività tipografica monregalese godeva ancora di grande prestigio in epoca napoleonica: un erede dei Rossi fu incaricato di pubblicare il Journal du Département de la Stura, organo ufficiale del governo francese.

La libertà di stampa che seguì alle riforme albertine di metà Ottocento favorì anche a Mondovì la nascita di numerose tipografie, molte delle quali soltanto in questi ultimi anni hanno dovuto cedere il passo alle nuove tecnologie. Il Museo Civico della Stampa è la più completa raccolta pubblica di macchine ed attrezzature per la stampa esistente oggi in Italia; attraverso le sue collezioni esso intende valorizzare la storia di questa affascinante attività che da più di cinquecento anni tramanda e conserva ogni campo della conoscenza umana.

La parte più consistente delle macchine esposte proviene dalla collezione dell’Ing. Ernesto Saroglia (1908-1989), messe a disposizione dall’Associazione Museo Universale della Stampa di Rivoli, cui si sono aggiunte quelle della Editrice Tipografia Moderna del Comm. Arnaldo Belloni di Nizza Monferrato (AT), donate dall’erede Sig.ra Marisa – che dopo la morte del padre ha condotto la tipografia sino al 2001 – ed altre offerte dall’Associazione Amici di Piazza, dalla Provincia di Cuneo e da numerosi donatori. Il Museo Civico della Stampa accoglie i visitatori in un’atmosfera d’altri tempi: nella prima sala, infatti, è stata ricostruita la Editrice Tipografica Moderna di Nizza Monferrato (AT), un tipico esempio di officina grafica ancora in attività fino a pochi anni fa. La sala è allestita con gli arredi originali: il banco per la composizione, le vecchie cassettiere sulle quali sono disposte le raccolte dei caratteri, il magnifico torchio della ditta Amos dall’Orto del 1874 e la macchina da stampa cilindrica Optima fabbricata dalla ditta Augusta di Torino nel 1911. Il percorso del Museo Civico della Stampa prosegue con l’esposizione di antichi caratteri in piombo e legno accanto ad alcune delle più usate macchine per la composizione tipografica:

  • la Lynotype
  • la Monotype
  • la Typograph
  • e la Nebitype

Nella sala dedicata alla stampa troviamo alcune significative macchine tipografiche risalenti alla metà del XIX secolo: torchi a leva, platine e pianocilindriche. Inoltre, a complemento, sono presenti alcuni esempi di attrezzature utilizzate per la rifinitura e confezione degli stampati. Nel percorso del Museo non possono mancare i torchi per le stampe artistiche. Il più antico risale al 1640 e proviene dall’Università di Torino, mentre sono databili agli anni Cinquanta dell’Ottocento un paio di torchi litografici per la stampa su pietra, di cui uno con la caratteristica leva a stella che ha ispirato il logo della Stamperia del Museo. Negli ultimi vent’anni le tecnologie informatiche hanno trasformato radicalmente il settore della carta stampata, rendendo obsolete le macchine e le attrezzature utilizzate fino allora. Un tempo comporre e stampare era un lavoro lungo e impegnativo, che richiedeva l’utilizzo di macchinari complessi e professionalità artigiane altamente specializzate, oggi pressoché scomparse. Il Museo Civico della Stampa di Mondovì intende contribuire a mantenere viva la memoria di questa secolare cultura.

Il Museo, con la collaborazione di esperti e tipografi, organizza visite guidate e laboratori riservati alle Scuole di ogni ordine e grado.

Nelle sale espositive e nel laboratorio didattico, infatti, è possibile seguire la nascita di un libro o di uno stampato a partire dalla composizione manuale del testo con i caratteri mobili, per arrivare allastampa con le macchine più caratteristiche: i torchi metallici che hanno perfezionato quello inventato da Gutenberg, le pedaline agili e maneggevoli, le grandi pianocilindriche con le quali si stamparono i primi giornali, le più recenti macchine offset. È anche possibile sperimentare il funzionamento dei torchi xilografici, calcografici e litografici per le incisioni d’arte. Il materiale esposto, oltre che aiutare per approfondire i vari aspetti del lavoro tipografico, può essere utilizzato per interventi e riflessioni a carattere interdisciplinare sul progresso della meccanica e l’evoluzione dei mezzi di comunicazione.

Per informazioni e prenotazioni su visite guidate e laboratori:

  • Ufficio Turistico della città di Mondovì 0174.40389
  • Direzione del Museo 0174.559256